Una della aree di lavoro su cui la sezione lombarda intende investire è quella del paesaggio, dell’ambiente e del territorio. Anche nella nostra regione sono ormai visibili numerosi movimenti di recupero delle tradizioni locali e del valore estetico, produttivo e culturale dei luoghi mentre insistono con forza interessi economici diversi e in grado di modificare profondamente gli ambienti locali.
La Convenzione Europea del Paesaggio definisce quest’ultimo nei termini di quella parte del territorio come viene percepito dalle popolazioni, e si rivela come il frutto di un’interrelazione tra opera umana e fattori ambientali. Tale concetto si estende a tutto il territorio dei Paesi che hanno ratificato il documento, e si applica anche ai paesaggi periurbani e a quelli degradati. L’aspetto fondamentale della Carta sta nel riconoscere che il paesaggio non va inteso solo in un’accezione estetica, come un ideale di bellezza, esso è piuttosto un elemento imprescindibile nella definizione della qualità della vita delle popolazioni, in quanto si presenta come espressione delle diversità culturali locali e fondamento identitario.
Quest’accezione è molto vicina alla prospettiva antropologica sul paesaggio. Esso è, per un antropologo, un contenitore di simboli e allo stesso tempo un prodotto sociale, realizzato sia dalle opere concrete e materiali sia dalla stessa immaginazione e percezione delle persone. Visto in un’ottica che rifiuta la visione di una realtà lontana dall’uomo, che diventa solo lo sfondo delle sue azioni o un’entità con cui entrare in relazione, il paesaggio rappresenta un ottimo concetto per parlare di come le persone pensano alla loro vita individuale e comunitaria in un luogo, di come progettano la loro esistenza e di quale senso attribuiscono all’ambiente che giorno dopo giorno abitano e vivono.
In quanto ambiente in trasformazione, tuttavia, il paesaggio è spesso anche l’arena in cui si incontrano differenti interessi politici ed economici che sovente arrivano “dall’esterno” e si pongono in antitesi con le sensibilità delle popolazioni locali (o di una loro parte). Grandi progetti si susseguono e nuove forme di resistenza appaiono nello spazio pubblico: il paesaggio, l’ambiente, il territorio sono allora i luoghi in cui differenti prospettive, interessi e sensi della località convergono, si incontrano e si scontrano. Indagarne la complessità e proporre stimoli nuovi per una riflessione e un’azione è il compito che Antrocom Onlus Lombardia si pone.
Un percorso di lettura
HANNERZ, U., 2001, La diversità culturale, Il Mulino.
HANNERZ, U., 1998, La complessità culturale, Il Mulino.
INGOLD, T., 2001, Ecologia della cultura, Meltemi.
LAI, F., 2000, Antropologia del paesaggio, Carocci.
LA CECLA, F., 1988, Perdersi. L’uomo senza ambiente, Laterza.
LA CECLA, F., 1993, Mente locale, Elèuthera.
PIERMATTEI, S., 2007, Antropologia ambientale e paesaggio agrario, Morlacchi.
REMOTTI, F., 1993, Luoghi e corpi. Antropologia dello spazio, del tempo e del potere, Bollati Boringhieri.
TURRI, E., 2006, Il paesaggio come teatro. Dal territorio vissuto al territorio rappresentato, Marsilio
TURRI, E., 2008, Antropologia del paesaggio, Marsilio.
VAN DER PLOEGH, J. D., 2009, I nuovi contadini, Donzelli.





















